Dopo l’oro, il carbonio e poi l’oro rosa, Bvlgari veste per la prima volta il suo Octo Finissimo Perpetual Calendar di titanio blu monocromatico. Un cambiamento di tonalità che, nell’orologeria ultrasottile, somiglia a un rischio calcolato.
Un record che non aveva più bisogno di prove
Dal 2021, l’Octo Finissimo Perpetual Calendar detiene il record mondiale di orologio in titanio più sottile della sua categoria, premiato con l’Aiguille d’Or al Grand Prix d’Horlogerie de Genève. A questo punto Bvlgari non ha più nulla da dimostrare sul piano tecnico: la maison avrebbe potuto limitarsi a rieditare all’infinito lo stesso modello variando i materiali nobili, come ha fatto nel 2023 con l’oro e il carbonio, poi nel 2025 con l’oro rosa.
La scelta di un titanio blu brillante, abbinato a un sottile cinturino in pelle coordinato, cambia tuttavia la natura dell’esercizio: non si tratta più di dimostrare una prestazione, ma di assumere una presenza visiva più marcata, quasi casual, per una complicazione che resta una delle più sofisticate dell’Alta Orologeria.
Il blu come misura, non come eccesso
La cassa in titanio blu con rivestimento PVD si accorda a un quadrante e a indici rodiati grigi, in un contrasto che la maison definisce «sottile». La corona in acciaio completa questa armonia di sfumature, consentendo al contempo la regolazione del calendario perpetuo. Il risultato è un orologio che Bvlgari presenta come «incredibilmente versatile», da indossare nella quotidianità come nelle occasioni formali: una versatilità che sarebbe sembrata quasi incongrua per una complicazione tanto rara appena un decennio fa.
L’Octo Finissimo, banco di prova permanente della maison
Questa nuova tonalità si inserisce in una strategia più ampia: fare della collezione Octo Finissimo, e in particolare del modello da 37 mm dalle proporzioni ripensate, il laboratorio stilistico permanente di Bvlgari, dove si sperimentano materiali, colori e formati prima che, talvolta, confluiscano nel resto della collezione. L’Octo Finissimo Ultra Tourbillon Platinum, citato nella stessa comunicazione, prolunga questa logica di esplorazione continua dei limiti della sottigliezza.
Resta da vedere se questa audacia cromatica, misurata ma reale, annunci una diversificazione più ampia dei codici visivi dell’Alta Orologeria maschile, o se resterà un esercizio occasionale, riservato a pezzi che non hanno già più nulla da dimostrare.

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