John Smedley e Wales Bonner: la maglieria inglese ridefinita

by PASCAL IAKOVOU
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Nel Derbyshire, la filatura di Lea Mills non ha mai smesso di funzionare dal 1784. Per una manifattura tessile i cui telai lavorano il merino su brevetto reale, l’esercizio del tempo lungo consiste raramente nell’inseguire il calendario della moda. Eppure, lo scorso anno John Smedley ha impegnato oltre tre milioni di sterline per riqualificare il proprio apparato produttivo e riaprire i suoi laboratori alle commesse esterne. Un investimento industriale che non mirava a gonfiare i volumi della confezione standardizzata, ma a mettere una precisione meccanica al servizio di scritture singolari.

Il percorso di Grace Wales Bonner si è costruito all’esatto opposto della nostalgia patrimoniale. Formata alla Central Saint Martins, la designer londinese articola da dieci anni il rigore della sartoria europea con le memorie visive dello spazio afro-atlantico. Da John Smedley non cerca l’immaginario di un guardaroba aristocratico immobile, ma la geometria delle finezze e la densità delle maglie di cotone e lana merino. Svelata a Parigi per l’Autunno-Inverno 2026 e fotografata da Malick Bodian, la loro seconda capsule comune propone polo nelle sfumature dell’avorio, della terra e del blu spento. Le linee traggono la loro fermezza da antichi modelli attinti a duecentoquarant’anni di archivi della fabbrica inglese.

L’alleanza tra un produttore storico e uno studio di ricerca contemporaneo supera la semplice capsule stagionale. Illumina la trasformazione discreta delle manifatture indipendenti: per preservare mestieri iperspecializzati in Gran Bretagna di fronte alle delocalizzazioni dell’industria tessile, l’atelier deve diventare il laboratorio tecnico delle voci più esigenti della propria generazione. Il gesto si misura allora nella tensione fra la misura di un colletto interamente realizzato a Lea Mills e la portata culturale di un guardaroba transatlantico.

Resta da vedere se questa riapertura dei laboratori britannici ai marchi partner avvii un rientro durevole dell’alta confezione, o se rimanga appannaggio di collezioni-manifesto destinate a cerchie di iniziati.

Dettaglio La finezza d’archivio : estratti dai registri tecnici di Lea Mills, i modelli di maglia impiegati per la capsule ricompongono il giro manica e la tensione dei bordi delle polo senza alterare la densità specifica del merino pettinato propria di John Smedley.

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