Il 22 settembre, Vogue World ha posto il lavoro manuale al centro della sua serata milanese. Vi ha anche fatto sfilare robot umanoidi, mentre Meta Glasses e OpenAI figuravano tra i sostenitori. La discussione che ne è seguita illumina l’evento meglio delle sue cifre.
Che cosa la serata annunciava
Vogue aveva fissato il tema in anticipo: «Where The Future Is Made By Hand». La direzione editoriale di Vogue Italia spiegava di voler celebrare la storia del Made in Italy, una storia di genio e di artigianato, nell’era dell’intelligenza artificiale. I cinque atti seguivano, secondo l’organizzatore, il ruolo della mano nella moda, dai laboratori all’intelligenza artificiale. Gli artigiani di diverse maison vi avevano il loro posto, e otto Memory Dresses figuravano nel finale, secondo il resoconto dell’organizzatore.
Che cosa la serata ha mostrato
Secondo l’AP, l’evento mescolava sfilata e spettacolo: Gigi Hadid apriva con un abito in broccato dorato, Alicia Keys si esibiva sotto la vetrata e, sempre secondo l’AP, chiudeva la serata. TechCrunch colloca invece dei robot alla fine dell’edizione: l’ordine esatto del finale varia dunque a seconda dei resoconti. Robot umanoidi, identificati come macchine del produttore Unitree da Fashion Times, hanno sfilato in un segmento dedicato all’intelligenza artificiale. Le critiche pubblicate riguardano sia i robot stessi sia lo scarto tra un evento presentato come omaggio alla mano e questa sequenza. Provengono soprattutto da commenti online e da testi di opinione, e finora non è stata pubblicata alcuna misura complessiva della ricezione, a nostra conoscenza.
Chi paga
Vogue nomina i suoi sponsor: ALO, eBay, Eli Lilly e Meta Glasses, con il sostegno di FedEx e OpenAI. La rivista nss rileva che Meta e OpenAI comparivano sulla schermata del titolo della diretta streaming, e suggerisce un legame con i robot. Tale legame non è dimostrato negli articoli che lo suggeriscono: la coincidenza è segnalata, non è accertata.
Che cosa resterà: la biblioteca
Gli importi variano da una fonte all’altra. Prima della serata, l’AGI riferiva l’intero incasso della biglietteria e un investimento di almeno 2 milioni di euro da parte di Vogue. All’indomani dell’evento, la stessa agenzia parlava ancora di due milioni di euro destinati alla biblioteca. L’organizzatore, dal canto suo, annuncia 3 milioni di dollari, pari a 2,65 milioni di euro, un importo superiore all’obiettivo di 2 milioni di euro che menziona. Nessuna di queste cifre precisa che cosa comprenda: biglietteria, donazioni o sponsor. La biblioteca di Quarto Oggiaro è un servizio pubblico: sarà giudicata dalla sua apertura, dalle sue collezioni e dalla sua frequentazione. Le comunicazioni dell’evento non indicano una data di apertura.
Che cosa questi elementi permettono di dire
Due criteri reggono: la coerenza tra ciò che un evento afferma e ciò che mostra, e ciò che lascia una volta passata la serata. Sul primo, la polemica traduce uno scarto percepito tra il tema e la sua messa in scena. Sul secondo, occorrerà attendere l’apertura della biblioteca. Nessuno dei due permette di concludere oggi.
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