A Venezia, Claire Foy scambia la gravità con lo scintillio

by PASCAL IAKOVOU
0 comments

Claire Foy era nota per un registro di sobrietà: quello di una regina con una corona troppo pesante in The Crown, quello di una donna che pesa ogni parola in Women Talking. Per l’apertura dell’83ª Mostra di Venezia, martedì 2 settembre, l’attrice britannica ha scelto un vocabolario del tutto diverso, più raro per lei sullo schermo come sui red carpet: quello dello scintillio dichiarato.

Doppia vincitrice di un Emmy Award e detentrice di un Golden Globe, Claire Foy ha calcato il red carpet del Lido per la prima mondiale di Ink, il nuovo film di Danny Boyle in cui interpreta il ruolo principale. Per questo attesissimo avvio dell’83ª edizione del Festival, aveva scelto di indossare una selezione di gioielli firmati Swarovski, la maison austriaca fondata nel 1895 e diventata, in poco più di un secolo, uno dei più grandi nomi mondiali del cristallo.

La scelta non è affatto casuale nel calendario delle maison di gioielleria, per le quali la Mostra rappresenta, insieme a Cannes qualche mese prima, uno dei rari momenti in cui cinema e oreficeria si ritrovano sotto lo stesso riflettore. Swarovski vi legge un modo per riaffermare un’identità costruita tanto sulla precisione tecnica quanto sull’accessibilità: il marchio rivendica oggi oltre 2.300 boutique in circa 140 paesi, una rete che la distingue dalla maggior parte delle maison di alta gioielleria tanto per ampiezza quanto per diffusione.

Questo gusto per lo scintillio misurato non è solo una questione di comunicazione. Dal 1895, l’azienda familiare con sede nel Tirolo austriaco ha costruito la propria reputazione sulla maestria del cristallo tagliato, prima di estendere il proprio saper fare ai diamanti e agli zirconi creati in laboratorio, poi agli accessori e alla decorazione. Oggi appartiene a un gruppo più ampio, accanto a Swarovski Optik, specialista di strumenti ottici, e Tyrolit, produttore di abrasivi — un’architettura industriale che dice molto sulla diversità di un nome che il grande pubblico associa soprattutto alle passerelle e ai red carpet.

La maison mette inoltre in evidenza, da diversi anni, un lavoro sull’innovazione circolare e il sostegno ad associazioni a vocazione ambientale e sociale attraverso la Fondazione Swarovski — un modo per giustificare la propria presenza ricorrente in momenti così esposti come le prime della Mostra, dove l’immagine conta quanto il gesto.

Resta il fatto che sul Lido, quel 2 settembre, si è giocato innanzitutto un incontro: quello tra un’attrice nota per la sobrietà delle sue scelte e una maison il cui mestiere consiste, appunto, nel far scintillare. Il film Ink promette, a giudicare dai primi echi, un ruolo controcorrente per Claire Foy. Il red carpet, dal canto suo, ne avrà offerto un primo indizio, ancor prima della proiezione.

Cette publication est également disponible en : English (Inglese) Français (Francese) Deutsch (Tedesco) Español (Spagnolo) العربية (Arabo) 简体中文 (Cinese semplificato) 日本語 (Giapponese) Русский (Russo) Ελληνικά (Greco)

LUXSURE LETTER

Le luxe, sélectionné plutôt que subi.

Recevez notre sélection éditoriale consacrée aux Maisons, aux idées et aux mutations qui façonnent le luxe contemporain.

RECEVOIR LUXSURE LETTER → DÉCOUVRIR LE MAGAZINE →

Related Articles